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Lavoro o prigione?

In prigione ti danno 3 pasti al giorno.Al lavoro te ne danno solo 1, da consumare in fretta e che devi pagarti da solo.
In prigione vieni premiato riducendo il tempo, al lavoro vieni premiato con lavoro extra…
In prigione puoi guardare la TV e giocare . Al lavoro vieni licenziato per aver guardato la TV e giocato.
In prigione hai la tua toilet. Al lavoro devi condividere quei cessi luridi.
In prigione permettono alla famiglia e agli amici di visitarti. Al lavoro non ci puoi neanche parlare per telefono.
In prigione tutte le spese sono pagate dai contribuenti, senza dover lavorare. Al lavoro devi pagarti tutte le spese per lavorare e deducono le tasse dal tuo stipendio per mantenere i galeotti.
In prigione puoi iniziare varie attività che puoi lasciare quando vuoi. Al lavoro ci sono attività che non potrai mai lasciare.
In prigione ci sono spesso guardiani sadici. Al lavoro abbiamo i MANAGERS.

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Contatto

Un ragazzo accompagna a casa la sua ragazza, e’ notte… Mentre si stanno salutando a lui viene una certa voglia, appoggia una mano al muro e con aria sicura e sorridente le dice:

“Amore, mi faresti un pompino?”

Lei subito risponde: “Ma sei pazzo??? Siamo nel portone di casa mia, ci vedono!!”

Lui: “Dai… ma chi vuoi che ci veda a quest’ora?”

Lei: “No no, ci vedono!! Sai che figura?”

Lui: “Ma non c’e’ nessuno! Dormono tutti!!”

Lei: “No! No! E’ troppo rischioso…”

Lui, infoiatissimo: “Ma dai amore, che ti costa?”

Lei: “No! No! Anch’io ti amo ma non posso”

Lui: “Ma si che puoi… dai…”

Lei: “No! No! Non posso…”

Lui: “Ti prego…”

Nel frattempo s’accende la luce nelle scale. Arriva la sorellina della ragazza in pigiama con i capelli aruffati e mentre si stropiccia gli occhi dice:

“Ha detto la mamma di fargli pure ‘sto pompino, oppure glielo faccio io o al limite viene anche giù lei, ma per carità, dì a quel coglione di togliere quella cazzo di mano dal citofono!!!

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L’inglese di Totti

Alcune traduzioni lievemente maccheroniche 😀

WHEN IT WANTS, IT WANTS quanno ce vo’ ce vo’
BUT MAKE ME THE PLEASURE ma famme ‘r piacere
DON’T EXTEND YOURSELF      nun t’allargà
BUT, FROM WHEN IN HERE? ma da quanno ‘n qua
THE SOUL OF YOUR BEST DEAD RELATIVES l’anima de li mejo mortacci tua
THESE DICKS ‘sti cazzi
NOT EVEN TO THE DOGS! manco a li cani!
WHICH GOD TAXI DRIVER! che Dio t’assista
BUT WHAT ARE YOU STAY TO MAKE? ma che te stai a fa’?
BUT WHO MAKES ME MAKES IT ma chi me lo fa fa’
RIGHT TO BE LIGHT giusto pe’ èsse chiari
BUT OF WHAT ma de che
HOW DOES IT THROW? come te butta?
I AM TIRED DEAD so’ stanco morto
WHO WIRES YOU! chi te se fila!
WHO HAS BEEN SEEN, HAS BEEN SEEN chi s’è visto s’è visto
TODAY IT’S NOT AIR oggi nun è aria
BY FEAR! da paura!
GIVE IT TODAY AND GIVE IT TOMORROW daje oggi e daje domani
PLEASE RE-TAKE YOURSELF aripìjate!
STAND IN THE BELL, LITTLE BROWN (DARK) sta ‘n campana, moré
STAY BEEF stai manzo
I DON’T CARE OF LESS nun me ne pò fregà de meno
WE ARE AT HORSE semo a cavallo
THERE ISN’T TRIPE FOR CATS nun c’è trippa pe’ gatti
I’M SU HUNGRY THAT I DON’T SEE c’ho ‘na fame che nun ce vedo
ROMAN JUMP IN MOUTH
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Una catena di S. Antonio speciale!

Ti prego, aiutaci a salvare una creatura! Pietro e’ un bambino italiano del tutto normale che ha la sfortuna di vivere in un mondo di idioti che scrivono catene di Sant’Antonio tutto il giorno. Il costo dell’operazione per asportare a Pietro il 98% del cervello, armonizzandolo con il resto della popolazione e consentendo quindi anche a lui di partecipare alle catene di sant’Antonio, e’ di 195 euro + iva. Gli ISP (internet service provider) pagheranno 0,0001 euro per ogni e-mail urbana che si manda con questo titolo “ROCCO SONO INCINTA!”, mentre quelle extraurbane il costo sara’ di 0,0002 euro. Comunque, dopo le prime 15 e-mail c’e’ un risparmio del 50%: è necessario spedirle rapidamente. Servono 1740 miliardi di messaggi per finanziare l’operazione (che durerà circa 2 anni e avrà luogo alle Maldive). A fianco di Pietro e’ stato installato un server IBM netfinity con maxischermo al plasma da 140″, collegato a Interbusiness tramite linea dedicata numerica a 100mbit affinché il poveretto possa contare i messaggi di solidarietà e giocare anche a Prato Fiorito su Windows.
Se inviate questo messaggio a tutti coloro che conoscete, perderete 2 minuti (e tutti i vostri amici), ma contribuirete a salvare la vita di un bambino. Se non lo farete vi cadrà addosso un pianoforte.

QUESTA E’ LA MAIL DELLA FORTUNA! (cazzo, sempre a me la mandano!?)

Con questa mail ti è stata spedita la FortUna; non la fortuna e basta, e neanche la Fortuna con la F maiuscola, ma addirittura la FortUna con la F e la U maiuscole. Qui non badiamo a spese. Da oggi avrai buona fortuna, ma solo ed esclusivamente se ti liberi di questa mail e la spedisci a tutti quelli che conosci. Se lo farai potrai: produrti in prestazioni sessuali degne di King Kong per il resto della tua vita, – beccherai sempre il verde o al massimo il giallo ai semafori, catturerai tutti e centocinquantuno i Pokemon incluso l’elusivo Mew – e, quando andrai a pescare, invece della solita trota tirerai su una sirena tettona nata per sbaglio con gambe umane.Se invece non mandi questa mail a tutta la tua list entro quaranta secondi, allora la tua esistenza diventerà una grottesca sequela di eventi tragicomici, una colossale barzelletta che susciterà il riso del resto del pianeta, e ti condurrà ad una morte orribile, precoce e solitaria.
No, dai, ho esagerato: hai sessanta secondi.

Cascaci: e tutto vero.

Piddu Polipu, un grossista di aurore boreali cagliaritano, spedì questa mail a tutta la sua rubrica e il giorno dopo vinse il Potere Temporale della Chiesa alla lotteria della parrocchia.
Ciccillo Pizzapasta, un cosmonauta campano che soffriva di calcoli, si diede da fare a diffondere questa mail: quando fu operato si scopri che i suoi calcoli erano in realtà diamanti grezzi.
Mario Minaccia, un domatore di fiumi del Molise che non aveva fatto circolare questa mail, perse entrambe le mani in un incidente subito dopo aver comprato un paio di guanti.
Erode Scannabelve, un pediatra mannaro di Trieste, non spedì a nessuno questa mail: dei suoi tre figli uno comincio a drogarsi, il secondo entro nel Partito Umanista e il terzo si iscrisse a Ingegneria dei Materiali.
Turiddu Von Wasselvitz, un allenatore di farfalle da combattimento austro-siculo, si fece beffe di questa mail ad alta voce,e in quello stesso istante gli esplose la testa.
Meo Smazza, pornodivo shakespeariano, non diede alcun peso a questa mail: ignoti gli riempirono un profilattico di azoto liquido, e lui se ne accorse solo dopo averlo indossato.
Un tizio che conosco non ha diffuso questa mail e ha disimparato ad andare in bicicletta. Quindi mi raccomando: spedisci questa mail a tutta la tua rubrica. Se lo fai sarai fortunato, altrimenti vengo a casa tua e ti carico di mazzate.

Tuo Sant’Antonio.

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Mai fidarsi!

Un uomo e una donna si scontrano in un incidente in macchina. Le due automobili sono distrutte, anche se nessuno dei due é ferito. Riescono a strisciare fuori dalle loro macchine sfasciate e la donna fa all’uomo: “Non posso crederci: tu sei un uomo… io una donna. E ora guarda le nostre macchine: sono completamente distrutte eppure noi siamo illesi. Questo e’un segno: Dio voleva che ci incontrassimo e che divenissimo Amici e che vivessimo insieme in pace per il resto dei nostri giorni…” E lui: “Sono d’accordo: deve essere un segno del cielo!” La donna prosegue: “E guarda quest’altro miracolo… La mia macchina è demolita ma la bottiglia di vino non si e’ rotta. Di certo Dio voleva che noi bevessimo questo vino per celebrare il nostro fortunato incontro…” La donna gli passa la bottiglia, lui la apre, se ne beve praticamente metà e la passa a lei… Ma la donna richiude la bottiglia e la ridà a lui… L’uomo le chiede: “Tu non bevi??”
E lei risponde: “No… io aspetterò che arrivi la polizia…”

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L’uomo perfetto, la donna perfetta…

C’erano una volta una Donna Perfetta ed un Uomo Perfetto…

Si incontrarono e, siccome la loro relazione era perfetta, si sposarono. Il matrimonio fu semplicemente perfetto. E anche la loro vita insieme era ovviamente perfetta.
In una notte di Natale buia e tempestosa, l’uomo perfetto e la donna perfetta stavano viaggiando in macchina su una strada molto tortuosa, quando all’improvviso notarono al lato della strada un uomo, che aveva evidentemente problemi con il suo mezzo di trasporto.
Siccome erano una coppia perfetta, si fermarono per aiutarlo.
L’uomo era Babbo Natale, e aveva un enorme sacco pieno di regali. Siccome non volevano deludere tutti i bambini del mondo la sera di Natale, l’uomo perfetto e la donne perfetta si offrirono di accompagnare Babbo Natale con la loro auto, e presto si ritrovarono a distribuire i regali. Purtroppo le condizioni della strada e del tempo continuarono a peggiorare, finché l’uomo perfetto, la donna perfetta e Babbo Natale ebbero un incidente.

Solo uno di loro riuscì a sopravvivere.

Quale dei tre?
(La risposta si trova alcune righe sotto)

La donna perfetta e’ l’unica che si salva: era l’unico personaggio reale, perché Babbo Natale non esiste, e neanche un uomo perfetto.

Per le donne la storia finisce qui. Non leggete le righe seguenti.
Gli uomini scendano ancora di alcune righe.

Se Babbo Natale e l’uomo perfetto non esistono, vuol dire che al volante c’era la donna perfetta. Questo spiega perché c’e’ stato l’incidente.
Tra l’altro, se sei una donna e stai leggendo, abbiamo la prova anche di qualcos’altro: che le donne non fanno mai quello che gli si dice.

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Indovinello 19 centimetri

 

SONO
LUNGO
PIU’
O MENO
19 CM.




LA MIA
FUNZIONE
PIACE
ALLE
PERSONE
DEI
DUE
SESSI.



MI SI
TROVA
ABITUALMENTE
SOSPESO,
PENZOLANTE
PRONTO
PER
L’AZIONE.




HO UN
PICCOLO
CIUFFETTO
DI
PELI
AD UN’
ESTREMITA’
E UN
PICCOLO
BUCO
DALL’
ALTRA.


IN FUNZIONE,
VENGO
INSERITO,
QUASI
SEMPRE
VOLONTARIAMENTE,
A VOLTE PIANO,
A VOLTE
VELOCEMENTE,
DENTRO
UNA
CAVITA’ CARNOSA,
UMIDA E
CALDA.



VENGO SPINTO
DENTRO
E TIRATO
FUORI
ANCORA
E ANCORA
TANTE VOLTE
DI SEGUITO,
SPESSO,
VELOCEMENTE
E
ACCOMPAGNATO
DA
MOVIMENTI
CORPOREI
SUGGESTIVI.


QUALSIASI
PERSONA
IN ASCOLTO
RICONOSCEREBBE
SICURAMENTE
IL
RUMORE,
RITMICO
CHE VIENE
DA MOVIMENTI
LUBRIFICATI
ESEGUITI
BENE.

QUANDO
FINALMENTE
MI RITIRO,
LASCIO
TRACCIE
SUGOSE,
SCHIUMOSE,
SOSTANZE
DENSE E
BIANCHE, CHE
RICHIEDERANNO
UN
LAVAGGIO
DELLE
SUPERFICI
ESTERNE
E
DEL
MIO
LUNGO
BASTONE
SCIVOLOSO

DOPO
CHE E’
TUTTO
FINITO
E CHE
TUTTI
I LIQUIDI
HANNO FINITO
DI COLARE,
TORNO
ALLO
STATO
DI RIPOSO,
PRONTO
PER
UNA
PROSSIMA
AZIONE.

SPERO
SEMPRE DI
RAGGIUNGERE
IL MASSIMO
DUE O TRE
VOLTE AL
GIORNO,
MA SPESSO
E’
MOLTO MENO.



CHI SONO ?



COME L’AVETE
MAGARI GIA’
IMMAGINATO,
LA RISPOSTA
ALL’ INDOVINELLO
NON E’ ALTRO
CHE
IL VOSTRO
PERSONALE
E UNICO….







 

 

SPAZZOLINO !

 

A cosa stavi pensando????
PERVERTITO!  

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Un uomo e un genio – capire le donne?

Un uomo sta camminando lungo una spiaggia californiana quando inciampa in una vecchia lampada. La prende, la strofina ed ecco che esce il genio.

Il genio dice: “OK, OK. Mi hai liberato dalla lampada, bla bla bla. Questa e’ la quarta volta questo mese e tutti questi desideri incominciano a darmi fastidio. Così ti puoi scordare i classici tre desideri; ne hai soltanto uno”.

L’uomo si siede e pensa per un po’. Poi dice: “Ho sempre voluto andare alle Hawaii ma ho paura di volare e soffro di mal di mare. Puoi costruirmi un ponte per le Hawaii così posso andarci in macchina?”.

Il genio ride e dice: “E’ impossibile! Pensa alla logistica, come potrebbero i pali raggiungere i fondali dell’oceano? Pensa a quanto cemento armato ci vorrebbe, quanto acciaio. No, no, no. Pensa ad un altro desiderio”.

L’uomo prova allora a pensare a un altro bel desiderio. Alla fine dice: “Sono stato sposato e divorziato quattro volte. Le mie mogli dicevano sempre che non prestavo loro attenzione e che sono insensibile. Così desidero capire le donne… sapere come si sentono dentro e che cosa pensano quando non mi parlano… sapere perché piangono… sapere che cosa vogliono realmente quando dicono “niente”… sapere come farle veramente felici…”

Il genio: “Senti… Quel ponte lo vuoi a due o quattro corsie?”

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L’acume di Cappuccetto Rosso

Vedete bambini, non è difficile scrivere una favola.
Si prendono due o tre deficienti a caso e si mettono in un castello o in un bosco…
Vi faccio un esempio: Cappuccetto Rosso è una favola popolata esclusivamente da imbecilli.

– La nonna di Cappuccetto Rosso vive nel bosco e tiene novantacinque anni.
Ma vai all’ospizio, cretina! Come ti viene in mente a novantacinque anni di vivere nel bosco da sola, che costringi i parenti ad andare avanti e indietro, avanti e indietro, avanti e indietro, per la foresta?!
E poi uno si stupisce se la gente lascia i nonni sull’autostrada d’estate! E’ logico!!!

– La mamma di Cappuccetto Rosso è un’altra scimunita. Dà alla bambina il cestino e le dice:
“Tieni, vai dalla nonna e portale da mangiare! Ciao, in bocca al lupo”.
Cappuccetto Rosso immediatamente si gratta!

– Arrivata nel bosco incontra il lupo più imbecille della storia del WWF, che non se la mangia ma chiede ansioso: “Dove vai bella bambina?” “Dalla nonna” risponde lei. E il lupo, invece di mangiarsela sul posto, come farebbe un lupo con un normale quoziente intellettivo, va a casa della nonna e mette in piedi una sceneggiata che al confronto Mario Merola non è nessuno!

Arriva alla casetta e bussa.
“Toc, toc”
“Chi è?”
“Cappuccetto Rosso”
“Avanti”

– E qui abbiamo la conferma che la nonna è completamente arteriosclerotica:
mò, pure se Cappuccetto Rosso tiene la voce di Fausto Leali durante una crisi d’asma, come può la nonna confonderla con un lupo?

– A questo punto il lupo entra e si mangia la nonna. Notare l’educazione del lupo che non sarebbe mai entrato a mangiarsi qualcuno senza bussare.

– Qui avviene il capolavoro della storia. La vera genialità: il lupo invece di mettersi dietro la porta con una mazza e dire: “Mò, quando arriva la creatura le do una mazzata in faccia, l’allesso e poi me la sgranocchio”, nooo! Il lupo che fa?! Si mette la camicia d a notte della nonna, la cuffietta con le orecchie che escono attraverso apposite asole che lui stesso ha approntato (si sa che i lupi sono sarti provetti) e si infila nel letto.

– Arriva Cappuccetto Rosso, che i più intimi chiamano Einstein per la sua intelligenza pronta e vivace, entra, guarda il lupo e invece di chiamare il 113, oppure dirgli: “Imbecille, come ti sei combinato, hai perso completamente tutta la dignità di lupo, guarda là, sembri Ave Ninchi”, come reagisce??? Dice: “Oh, nonna, che peli lunghi che hai!”

– Ora bambini: chiunque di voi possieda un cane provi a mettergli una cuffia e un paio di occhiali da vista e veda se somiglia alla nonna!
Se sì, fate abbattere vostra nonna o consegnatela alle autorità. Ora… è vero che la nonna non ha riconosciuto la voce del lupo da quella della nipote, d’accordo, ma la nonna tiene novantacinque anni e può essere rincoglionita. Ma Cappuccetto Rosso come fa a non distinguere sua nonna da un lupo con una cuffietta?! Ma chi tiene per nonna? King Kong? Pur e se quella non si fa la ceretta dal 1931, chi è? Lucio Dalla? Lo Yeti?

– Comunque, tutto è bene quel che finisce bene e il lupo se la mangia…

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Il napoletano ed il francese

Non se la prendano i francesi per questa barzelletta poco politically correct… 😉

Un napoletano in Francia sta consumando il suo “petit dejuner” (caffè, croissant, pane, burro e marmellata) quando un francese, masticando la sua immancabile gomma, si siede accanto a lui. Il napoletano lo ignora vistosamente, ma nonostante tutto il francese l’apostrofa: “Voi il pane lo mangiate tutto?”

Il napoletano risponde, di malumore: “Certamente.”

Il francese fa un bel palloncino con la gomma: “Noi no. In Francia noi mangiamo solo la mollica. La crosta la raccogliamo in un contenitore, la ricicliamo, la trasformiamo in croissant e la vendiamo a Napoli.”, prosegue, con una smorfietta insolente.

Il napoletano resta in silenzio.

Il francese insiste: “Ci metti la marmellata, sul pane?”

Il napoletano: “Certamente.”

Il francese, rigirando la gomma tra i denti e ridacchiando, fa: “Noi no. In Francia a colazione noi mangiamo la frutta fresca, mettiamo tutte le bucce e gli scarti in un contenitore, li ricicliamo, ne facciamo marmellata e li vendiamo a Napoli.”

Il napoletano allora chiede: “Voi francesi fate sesso?”

Risponde: “Ma certo!”, con un gran sorriso.

“E cosa fate coi preservativi usati?” prosegue il napoletano.

“Li gettiamo via, naturalmente.”

“Noi no” conclude il napoletano. “a Napoli, li mettiamo in un contenitore, li ricicliamo, li trasformiamo in gomma da masticare e li vendiamo in Francia.”