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	<title>Commenti per Le pagine al vento</title>
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	<description>un passo per volta...</description>
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		<title>Commenti su Quanto vale una obbligazione? di Fabio</title>
		<link>http://www.reghellin.it/2011/quanto-vale-una-obbligazione/#comment-92</link>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 13:31:34 +0000</pubDate>
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		<description>Da oggi è online anche la versione in inglese: www.reghellin.it/obbligazioni/duration_bonds.php</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi è online anche la versione in inglese: <a href="http://www.reghellin.it/obbligazioni/duration_bonds.php" rel="nofollow">http://www.reghellin.it/obbligazioni/duration_bonds.php</a></p>
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		<title>Commenti su La fortuna aiuta gli audaci&#8230; forse. Ma di certo impoverisce gli sciocchi! di antangaft</title>
		<link>http://www.reghellin.it/2011/la-fortuna-aiuta-gli-audaci-forse-ma-di-certo-impoverisce-gli-sciocchi/#comment-62</link>
		<dc:creator>antangaft</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 11:23:38 +0000</pubDate>
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		<description>solo un sacco di informazioni interessanti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>solo un sacco di informazioni interessanti</p>
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	<item>
		<title>Commenti su La caccia alle streghe nucleari di Tomoe Tsunetomo</title>
		<link>http://www.reghellin.it/2011/la-caccia-alle-streghe-nucleari/#comment-61</link>
		<dc:creator>Tomoe Tsunetomo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 13:25:15 +0000</pubDate>
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		<description>Cito:”E ci sono i tanti che considerano una correlazione al pari di una prova di causalità. Negli ospedali c’è un tasso di mortalità altissimo rispetto al resto del territorio: secondo voi è un buon motivo per non andarci?  Non c’è stupore nel notare questo: siamo una nazione piena di maghi e astrologi…”

Due specifiche...

Prima specifica:Lo studio della correlazione tra variabili,è un metodo scientifico.
Uno dei metodi scientifici utilizzabili in Psicologia,tant’è che per ridurre molto in sintesi l’argomento,assai vasto,in Psicologia si studia la correlazione tra mente e comportamento.E si parla di riduzionismo quando si tende ad appiattire un aspetto mentale al solo dato neurobiologico.Perchè?Perchè anche un inesperto può facilmente intuire la complessità delle variabili che determinano in ogni momento la nostra vita mentale o quantomeno il rapporto tra percezione del soggetto,patrimonio genetico e ambiente di vita.
Correlazione,non perché vi sia un rifiuto di altri metodi scientifici,come un classico esperimento di laboratorio che studia per esempio i rapporti di causalità lineare e che si usa anche in Psicologia ma perché è applicabile solo limitatamente e spesso offre dati di scarsa utilità applicativa.
 Per esempio,lo sviluppo delle Neuroscienze Cognitive,considerando l’uomo come identità di corpo e psiche, stabiliscono una correlazione tra le variazioni delle condizioni ambientali, stress psicofisici, umorali, stanchezza, traumi, e la risposta dell’organismo,come per esempio lo scatenarsi della risposta neuroimmunitaria e neuroendocrina.Credo sia evidente la complessità di questo tipo di studi e l’impossibilità di stabilire prove di causalità,per esempio lineare.Ovvio,no? La psicofisiologia clinica si occupa di stabilire,per esempio,i correlati fisiologici delle principali patologie psichiatriche, e l&#039;esame degli indici psicofisiologici è parte importante della procedura psicodiagnostica.Per indici si intendono variabili quali:
Elettroencefalografia (EEG): usato in particolare nello studio dei potenziali evocati e del sonno;
Elettromiografia (EMG);
Elettrooculografia (EOG);
Elettrocardiografia (ECG) e misure della variazione nella frequenza cardiaca (heart rate variability, HRV);
Misura della conduttanza (SCR) e della risposta galvanica cutanea (GSR);
Misure della frequenza respiratoria
Misure della pressione sistolica e diastolica;
Oggi si utilizzano anche tecniche di neuroimmagine . 
Quello che ovviamente si considera inizialmente,è il coefficiente di correlazione statistica: l’indice statistico che ci informa per esempio sul grado di relazione tra due variabili.
Il coefficiente di correlazione permette di verificare se tra due o più variabili vi è un qualche rapporto. Tuttavia esso non ci informa in modo diretto su eventuali rapporti di causa ed effetto. Si ha una correlazione positiva quando a punteggi quando a punteggi alti nella prima variabile corrispondono punteggi alti nella seconda, a punteggi medi corrispondono punteggi medi, a punteggi bassi corrispondono punteggi bassi. La correlazione è negativa quando a punteggi alti nella prima corrispondono punteggi bassi nella seconda, ecc. Sulla base di particolari calcoli statistici il grado di correlazione viene indicato con un punteggio che va da +1 (correlazione positiva perfetta) a -1 (correlazione negativa perfetta). Il valore 0 indica assenza totale di correlazione. Per sapere se una certo coefficiente di correlazione (ad esempio .40) è abbastanza positivo, vengono utilizzate tecniche di analisi statistica (considerando il numero dei soggetti esaminati, la loro media, le differenze tra la media ed i punteggi dei singoli soggetti, ecc.) che permettono di stabilire quante sono le probabilità che il risultato sia stato prodotto per caso e non rispecchi una vera correlazione fra le variabili. Spesso una correlazione viene accettata come sufficientemente alta quando la probabilità di essere di fronte ad un evento casuale è inferiore al 5%. Si dice al proposito che la correlazione è significativa con p &lt; .05.

Quindi,non è corretto dire che se il coefficiente di correlazione è significativo,questo non sia un dato scientifico.

Ora,in riferimento all’articolo postato e scritto da un fisico,sul concetto di sincronicità e di correlazione,ci tengo a fare un’altra precisazione (seconda specifica ;))e cioè che il buon vecchio zio Jung(il cui pensiero,ahimè,è stato ampiamente saccheggiato e spesso sparso ovunque e a brandelli e fatto proprio da ciarlatani,per avvalorare sciocchezze,perdendone il senso e il rigore... )che appartiene alla Storia della Psicologia (oggi diremmo…),fu fondatore geniale di una delle più fiorenti scuole di Psicoanalisi,in termini di sviluppo di metodi in Psicoterapia e di temi scientifici aperti,cavalcati ormai da decenni dalle Neuroscienze (tant&#039;è che molti neuropsicologi e neurologi odierni hanno fatto ai tempi,scuole di specializzazione in psicoterapia analitica...)e da molte altre discipline e non da ultimo,fu il primo in Europa a promuovere nuovamente una visione olistica dell’essere umano nell’ambito della salute ed era certamente un attento osservatore e un ricercatore,quindi né un mago,né un astrologo,né un credulone nel suo approccio ai fenomeni psicologici,spirituali e occulti e nella sua immensa curiosità si è avvicinato senza censure e pre-concetti,anche allo studio/osservazione di fenomeni che erano volutamente omessi dall&#039;interesse della scienza dell’epoca e che lui ha tirato fuori da sotto il tappeto o se vogliamo,dalle cantine dell&#039;inconscio.
Il linguaggio utilizzato da Jung è spesso metapsicologico e relativo alla dimensione fenomenologia  e creativa peculiare di un setting specifico:quello clinico psicoanalitico,legato ai movimenti transferali e controtransferali,spesso subliminali,tra paziente e terapeuta e alla dimensione analitica profonda (oggi nessuno metterebbe in dubbio il concetto di inconscio collettivo),che si creava in quel preciso con-testo di empatia e umanità,che nulla chiara-mente ha a che vedere con la rigidità e il controllo delle variabili di un setting sperimentale ma semmai cresce nella dimensione dell’incontro intimo tra due realtà vive,tra due storie e tra due persone e quindi possiede delle regole e metodologie altre e specifiche.Infatti si tratta di setting clinico e di percorso accademico di formazione clinica.
Non mi dilungherò su questo argomento ma vi sono svariati libri che indagano in modo rigoroso e riportando descrizioni precise di casi clinici,queste dimensioni cosiddette sincroniche o irrazionali o anche riflessioni illogiche (o meglio,corrispondonti ad altra logica...sul piano della trascendenza,che Jung contempla essere parte essenziale della sua terapia analitica.
E credo sia  ben difficile che un professionista di un altro settore possa applicare i suoi strumenti e la sua formazione qui ed indagare questi fenomeni inter-personali e intra-personali.Mi si permetta di dirlo e di specificarlo.A me fa in realtà sorridere anche solo il doverlo specificare... 
Vi sono evidenti problemi di carattere formativo-metodologico,logico ed epistemologico.
Ve lo vedete Jung nel suo studio con un paziente che conosce già,intento nel prendere appunti e nel comunicare/ascoltare e a fianco a distanza un uomo che auto-proclamandosi esperto censore e scienziato,perché Fisico,osserva dall’esterno tali dinamiche introspettive,senza conoscere ovviamente niente di ciò che sta osservando,nè dei moti inconsci di quella particolare coppia,mentre legge negli appunti di Jung percezioni creative e riflessioni stravaganti,permanendo nella Logica con la Elle Maiuscola della Scienza che sola permette una reale(?)e completa comprensione rigorosa della Realtà (quale realtà?),seduto su una seggiolina  o intento a guardare/ascoltare accigliato o inarcato e concentrato,attraverso il buco della serratura,per non interferire con il setting e scrutare con l’osservazione distaccata e attenta e scientifica (?) extra-contestuale dell&#039;osservatore che non è in rapporto con l&#039;oggetto osservato, con i suoi strumenti e metodi,l’ovvia illogicità (o la follia irrazionale e implicita del terapeuta?chi può curare gli altri se non il folle che dovrebbe invece curare se stesso?) delle riflessioni creative e metafisiche di un terapeuta (o magari insight provenienti dai suoi sogni notturni !) rispetto a ciò che sta vivendo-con e spesso –per (al posto di) il proprio paziente...Ve lo vedete?E qui si aprirebbero i cieli e la terra per quanto ci sarebbe da riversare su queste pagine al vento…in termini di clinica e di meccanismi trans-ferali.E direi che per i lettori di questo blog e per i suoi argomenti già mi sono dilungata troppo e annoiato abbastanza.
Qui sotto elenco alcuni riferimenti bibliografici,legati alla sola scuola psicoanalitica:

http://www.argonauti.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=91:bibliografi-quad-21-nadia-fina-caterina-vezzoli&amp;catid=14:eps-e-psicoanalisi&amp;Itemid=30

http://www.argonauti.it/index.php?option=com_content&amp;view=category&amp;layout=blog&amp;id=14&amp;Itemid=30

http://www.argonauti.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=90:bibliografia-quad-21-e-ferruzza-j-lai-m-salis&amp;catid=14:eps-e-psicoanalisi&amp;Itemid=30

Forse,l’Italia sarà pure un paese pieno di maghi e di astrologi e ovviamente di apprendisti psicologi stregoni e dall&#039;altra parte della barricata,fortunatamente,di menti lucide di grandi scienziati...ma è anche pieno di profondi pre-giudizi,di tabù culturali e di poco velata ottusità.
Mah.
Proporrei forse uno studio correlazionale tra questi tre fattori.
Namastè,Tomoe.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cito:”E ci sono i tanti che considerano una correlazione al pari di una prova di causalità. Negli ospedali c’è un tasso di mortalità altissimo rispetto al resto del territorio: secondo voi è un buon motivo per non andarci?  Non c’è stupore nel notare questo: siamo una nazione piena di maghi e astrologi…”</p>
<p>Due specifiche&#8230;</p>
<p>Prima specifica:Lo studio della correlazione tra variabili,è un metodo scientifico.<br />
Uno dei metodi scientifici utilizzabili in Psicologia,tant’è che per ridurre molto in sintesi l’argomento,assai vasto,in Psicologia si studia la correlazione tra mente e comportamento.E si parla di riduzionismo quando si tende ad appiattire un aspetto mentale al solo dato neurobiologico.Perchè?Perchè anche un inesperto può facilmente intuire la complessità delle variabili che determinano in ogni momento la nostra vita mentale o quantomeno il rapporto tra percezione del soggetto,patrimonio genetico e ambiente di vita.<br />
Correlazione,non perché vi sia un rifiuto di altri metodi scientifici,come un classico esperimento di laboratorio che studia per esempio i rapporti di causalità lineare e che si usa anche in Psicologia ma perché è applicabile solo limitatamente e spesso offre dati di scarsa utilità applicativa.<br />
 Per esempio,lo sviluppo delle Neuroscienze Cognitive,considerando l’uomo come identità di corpo e psiche, stabiliscono una correlazione tra le variazioni delle condizioni ambientali, stress psicofisici, umorali, stanchezza, traumi, e la risposta dell’organismo,come per esempio lo scatenarsi della risposta neuroimmunitaria e neuroendocrina.Credo sia evidente la complessità di questo tipo di studi e l’impossibilità di stabilire prove di causalità,per esempio lineare.Ovvio,no? La psicofisiologia clinica si occupa di stabilire,per esempio,i correlati fisiologici delle principali patologie psichiatriche, e l&#8217;esame degli indici psicofisiologici è parte importante della procedura psicodiagnostica.Per indici si intendono variabili quali:<br />
Elettroencefalografia (EEG): usato in particolare nello studio dei potenziali evocati e del sonno;<br />
Elettromiografia (EMG);<br />
Elettrooculografia (EOG);<br />
Elettrocardiografia (ECG) e misure della variazione nella frequenza cardiaca (heart rate variability, HRV);<br />
Misura della conduttanza (SCR) e della risposta galvanica cutanea (GSR);<br />
Misure della frequenza respiratoria<br />
Misure della pressione sistolica e diastolica;<br />
Oggi si utilizzano anche tecniche di neuroimmagine .<br />
Quello che ovviamente si considera inizialmente,è il coefficiente di correlazione statistica: l’indice statistico che ci informa per esempio sul grado di relazione tra due variabili.<br />
Il coefficiente di correlazione permette di verificare se tra due o più variabili vi è un qualche rapporto. Tuttavia esso non ci informa in modo diretto su eventuali rapporti di causa ed effetto. Si ha una correlazione positiva quando a punteggi quando a punteggi alti nella prima variabile corrispondono punteggi alti nella seconda, a punteggi medi corrispondono punteggi medi, a punteggi bassi corrispondono punteggi bassi. La correlazione è negativa quando a punteggi alti nella prima corrispondono punteggi bassi nella seconda, ecc. Sulla base di particolari calcoli statistici il grado di correlazione viene indicato con un punteggio che va da +1 (correlazione positiva perfetta) a -1 (correlazione negativa perfetta). Il valore 0 indica assenza totale di correlazione. Per sapere se una certo coefficiente di correlazione (ad esempio .40) è abbastanza positivo, vengono utilizzate tecniche di analisi statistica (considerando il numero dei soggetti esaminati, la loro media, le differenze tra la media ed i punteggi dei singoli soggetti, ecc.) che permettono di stabilire quante sono le probabilità che il risultato sia stato prodotto per caso e non rispecchi una vera correlazione fra le variabili. Spesso una correlazione viene accettata come sufficientemente alta quando la probabilità di essere di fronte ad un evento casuale è inferiore al 5%. Si dice al proposito che la correlazione è significativa con p &lt; .05.</p>
<p>Quindi,non è corretto dire che se il coefficiente di correlazione è significativo,questo non sia un dato scientifico.</p>
<p>Ora,in riferimento all’articolo postato e scritto da un fisico,sul concetto di sincronicità e di correlazione,ci tengo a fare un’altra precisazione (seconda specifica <img src='http://www.reghellin.it/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> )e cioè che il buon vecchio zio Jung(il cui pensiero,ahimè,è stato ampiamente saccheggiato e spesso sparso ovunque e a brandelli e fatto proprio da ciarlatani,per avvalorare sciocchezze,perdendone il senso e il rigore&#8230; )che appartiene alla Storia della Psicologia (oggi diremmo…),fu fondatore geniale di una delle più fiorenti scuole di Psicoanalisi,in termini di sviluppo di metodi in Psicoterapia e di temi scientifici aperti,cavalcati ormai da decenni dalle Neuroscienze (tant&#039;è che molti neuropsicologi e neurologi odierni hanno fatto ai tempi,scuole di specializzazione in psicoterapia analitica&#8230;)e da molte altre discipline e non da ultimo,fu il primo in Europa a promuovere nuovamente una visione olistica dell’essere umano nell’ambito della salute ed era certamente un attento osservatore e un ricercatore,quindi né un mago,né un astrologo,né un credulone nel suo approccio ai fenomeni psicologici,spirituali e occulti e nella sua immensa curiosità si è avvicinato senza censure e pre-concetti,anche allo studio/osservazione di fenomeni che erano volutamente omessi dall&#039;interesse della scienza dell’epoca e che lui ha tirato fuori da sotto il tappeto o se vogliamo,dalle cantine dell&#039;inconscio.<br />
Il linguaggio utilizzato da Jung è spesso metapsicologico e relativo alla dimensione fenomenologia  e creativa peculiare di un setting specifico:quello clinico psicoanalitico,legato ai movimenti transferali e controtransferali,spesso subliminali,tra paziente e terapeuta e alla dimensione analitica profonda (oggi nessuno metterebbe in dubbio il concetto di inconscio collettivo),che si creava in quel preciso con-testo di empatia e umanità,che nulla chiara-mente ha a che vedere con la rigidità e il controllo delle variabili di un setting sperimentale ma semmai cresce nella dimensione dell’incontro intimo tra due realtà vive,tra due storie e tra due persone e quindi possiede delle regole e metodologie altre e specifiche.Infatti si tratta di setting clinico e di percorso accademico di formazione clinica.<br />
Non mi dilungherò su questo argomento ma vi sono svariati libri che indagano in modo rigoroso e riportando descrizioni precise di casi clinici,queste dimensioni cosiddette sincroniche o irrazionali o anche riflessioni illogiche (o meglio,corrispondonti ad altra logica&#8230;sul piano della trascendenza,che Jung contempla essere parte essenziale della sua terapia analitica.<br />
E credo sia  ben difficile che un professionista di un altro settore possa applicare i suoi strumenti e la sua formazione qui ed indagare questi fenomeni inter-personali e intra-personali.Mi si permetta di dirlo e di specificarlo.A me fa in realtà sorridere anche solo il doverlo specificare&#8230;<br />
Vi sono evidenti problemi di carattere formativo-metodologico,logico ed epistemologico.<br />
Ve lo vedete Jung nel suo studio con un paziente che conosce già,intento nel prendere appunti e nel comunicare/ascoltare e a fianco a distanza un uomo che auto-proclamandosi esperto censore e scienziato,perché Fisico,osserva dall’esterno tali dinamiche introspettive,senza conoscere ovviamente niente di ciò che sta osservando,nè dei moti inconsci di quella particolare coppia,mentre legge negli appunti di Jung percezioni creative e riflessioni stravaganti,permanendo nella Logica con la Elle Maiuscola della Scienza che sola permette una reale(?)e completa comprensione rigorosa della Realtà (quale realtà?),seduto su una seggiolina  o intento a guardare/ascoltare accigliato o inarcato e concentrato,attraverso il buco della serratura,per non interferire con il setting e scrutare con l’osservazione distaccata e attenta e scientifica (?) extra-contestuale dell&#039;osservatore che non è in rapporto con l&#039;oggetto osservato, con i suoi strumenti e metodi,l’ovvia illogicità (o la follia irrazionale e implicita del terapeuta?chi può curare gli altri se non il folle che dovrebbe invece curare se stesso?) delle riflessioni creative e metafisiche di un terapeuta (o magari insight provenienti dai suoi sogni notturni !) rispetto a ciò che sta vivendo-con e spesso –per (al posto di) il proprio paziente&#8230;Ve lo vedete?E qui si aprirebbero i cieli e la terra per quanto ci sarebbe da riversare su queste pagine al vento…in termini di clinica e di meccanismi trans-ferali.E direi che per i lettori di questo blog e per i suoi argomenti già mi sono dilungata troppo e annoiato abbastanza.<br />
Qui sotto elenco alcuni riferimenti bibliografici,legati alla sola scuola psicoanalitica:</p>
<p><a href="http://www.argonauti.it/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=91:bibliografi-quad-21-nadia-fina-caterina-vezzoli&#038;catid=14:eps-e-psicoanalisi&#038;Itemid=30" rel="nofollow">http://www.argonauti.it/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=91:bibliografi-quad-21-nadia-fina-caterina-vezzoli&#038;catid=14:eps-e-psicoanalisi&#038;Itemid=30</a></p>
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<p><a href="http://www.argonauti.it/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=90:bibliografia-quad-21-e-ferruzza-j-lai-m-salis&#038;catid=14:eps-e-psicoanalisi&#038;Itemid=30" rel="nofollow">http://www.argonauti.it/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=90:bibliografia-quad-21-e-ferruzza-j-lai-m-salis&#038;catid=14:eps-e-psicoanalisi&#038;Itemid=30</a></p>
<p>Forse,l’Italia sarà pure un paese pieno di maghi e di astrologi e ovviamente di apprendisti psicologi stregoni e dall&#039;altra parte della barricata,fortunatamente,di menti lucide di grandi scienziati&#8230;ma è anche pieno di profondi pre-giudizi,di tabù culturali e di poco velata ottusità.<br />
Mah.<br />
Proporrei forse uno studio correlazionale tra questi tre fattori.<br />
Namastè,Tomoe.</p>
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